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June 10 Il ritorno
Ritorno alle mie vecchie abitudini, ritorno al mio caro vecchio "A pieces of my mind". Credo sia una buona valvola di sfogo, qui puoi parlare di tutto, dire quello che vuoi senza essere giudicato. Un Maggio come non si era mai visto prima. Pieno di perturbazioni... un Maggio nero. Barbanera non riesce a consigliare un cazzo. Maggio imbarazzante e struggente tanto da non farti respirare nemmeno tra le tue stesse mura... e allora scappi. Non c'è cosa che mi riesca meglio. SCAPPARE. Fabry canta... qui dentro non si respira... e cambiamo aria allora. Milano. Ti chiami Francesco? No. Mi dai il numero? No. L'uomo occhialuto vintage aspetta l'arrivo da quale binario? Ritorno indietro di un anno? No. Qualcosa è diverso. Niente nuvole e lenzuola. Su e giù per le vie milanesi e i soldi volano via come foglie al vento. Nuovo pallino direttamente dal Moma. TOO LATE sarai mio. Ritrovo neretino a S.LORENZO che poteva fare una grazia al suo festeggiato senza rovinarmi le sorprese. Nichi di sottofondo. Diamo il via al Yayacabaret con la sua dieta Unitaria ed il Cantaro milanese. BELLLA ERI. Cockail lontani e musoni al ritorno. Che cazzo hai da guardare ma tornatene da dove sei venuto. Corteggiamenti a pagamento. Viaggio nel buio esperienza unica, riflessiva ma il bastone con me è pericoloso. Questo cos'è? Massaggia massaggia magari ritorna dritta. Un viaggio per certi in discesa. (Qui va un suggerimento).UN VIAGGIO NEL BUIO... ED ANCHE METRO NEL BUIO. Domenica nuova esperienza... un battesimo è bello due inizia a stancarti, ma tre... Ritorniamo a casa, quella vera e puntualmente a Lecce ci svegliamo mezzora dopo. Si ricomincia ad evitare, a non rispondere e a fare il vago. Mi sento nel mirino. Chi c'e, chi non c'e o chi fa finta di esserci. Senza parole, stordito e offeso. Vasco canta MI VIENE IL VOMITO. Finalmente arriva il primo bagno ma il tempo no è dalla nostra parte e il giorno dopo ci trasformiamo in Cucciolisitter. E in una sera Capeside torna a far parte di noi. "Ciao Amy, sono la mamma, quando tu vedrai questo video io purtroppo non ci sarò più e so che questo sarà molto penoso, penoso per entrambe, così visto che non sarò in giro ad annoiarti continuamente pensavo di darti una piccola lista dell cose che vorrei per te, la prima è ovvia un educazione, una famiglia, degli amici e una vita piena di cose inaspettate. Cerca di fare degli errori, fa molti errori, perchè non c'è modo migliore di imparare e crescere, d'accordo? E voglio che tu passi parecchio tempo davanti al mare, perchè il mare ti da la spinta per sognare, e io desidero che tu, bambina mia, sia una sognatrice. Dio... Non ho mai creduto molto in Dio, infatti ho sprecato parecchio tempo ed energie cercando di negare che Dio esistesse, ma mi auguro che tu sia capace di credere in Dio, perchè la cosa a cui sono arrivata, tesoro mio, e che non ha importanza se Dio esiste o no, l'importante per te è credere sempre in qualcosa, perchè ti prometto che credere in qualcosa ti farà sentire protetta la notte, e io voglio che tu ti senta sempre al sicuro. E in ultimo l'amore, io voglio che tu ami senza paure ne riserve e quando troverai quell'amore, dovunque lui sia chiunque tu scelga, non scappare via, ma non dargli neppure la caccia, se tu sarai paziente lui verrà da te, te lo prometto! e verrà quando meno te lo aspetti. Come te, io ho passato il migliore anno della mia vita, con la più dolce e la più intelligente, e la più bella bambina che esiste in questo mondo, e non avere paura tesoro e ricorda sempre che amare significa vivere." Grazie 'u*m*i*j*u*m*... May 27 Gli AMICIGli amici sono i fratelli che ti scegli, mappe che sanno raccontare dove vai.
Alcuni vanno altri restano con loro in comune hai tutto o quanto basta.
Intorno a te formano un'altra famiglia ti condiscono la vita e dai loro gesti impari che l'amicizia
ha un sapore speciale.
La gioia di stare insieme.
March 31 NERD-etini
Finalmente si volta pagina. Un mese complicato e strano. Marzo pazzerello. Umore che alterna come il mercurio del termometro. Oggi il sole, un attimo dopo 5 grandi. Io non lo sopporto. Ti da alla testa, tanto da non farti capire più nulla e poi ti ritrovi in un bagno di merda. In alcuni momenti vorrei che il mignolo funzionasse davvero. Magari teletrasporto alla Feltrinelli? Vedo attraverso i tuoi occhi e mi accontento. Mi rendi partecipe anche in questo. A Marco da Arisa. La primavera sembra non voglia proprio arrivare e il carretto che passava con l’uomo che gridava gelati è andato in pensione. Tanta disperazione e il sentirsi impotente dietro ad un telefono. Un ritorno inaspettato e brusco e un addio che nessuno al momento si sarebbe aspettato. E siamo noi e siamo noi e siamo noi i NERD-etini e chi non fa così muore. Tutta la sera a piroettare. Ventuno… ritorno dal mio caro medico. Alza, bassa, chiudi l’occhio e stringi i denti. Facciamo 100 euro grazie. Il dolore rimane sempre qui e intanto prova questo nuovo medicinale. Ma mai come in questo giorno la testa sembra esplodermi e l’ansia aumenta di ora in ora. Una nuova dottoressa festeggia la sua laurea. Urla, brindisi e applausi. Ma lui è silenzioso. Conosciamo erCannavaro innamorato della salentina nel corona e concludiamo la serata con il botto Mikeliano. Piazza S.Oronzo a guardare immobile la vittoria della Stella incantevole, per fortuna la Coronina e il Silvia fan club non hanno detto mezza parola. Ventisei marzo en passant dai 449 gg. Apologizemente parlando. Shopping pomeridiano insoddisfacente. Saranno troppo piccole le maglie o sarò troppo “grande” io? Alice va via da casa senza dir nulla. Doveva almeno dirmelo… e la porta fa crash. Trenta no commenti. I miei portafortuna si scannerizzano. Si ricomincia a ingranare. Il trentuno era da scrivere? March 07 Preferisco dirmiLa farfalla andò dal bruco e disse un giorno avrai anche tu delle ali verdi rosse gialle e blu ed il bruco le rispose mi accontento delle mie zampe rugose . Ognuno ha qualcosa dentro di sè e basta cercarla veder di trovarla capire dov'è , ognuno ha un talento e ce l'hai anche tu, anche se per ora le tue insicurezze sfamano e accrescono le tristezze di questa vita che non ti vuole tanto domani c'è sempre il sole PENSA COSI' March 03 inCORONASiamo a marzo e ancora non mi sembra vero che febbraio sia volato. Un mese corto e quest’anno non bisestile.. si dice che questo incida molto sulla fortuna e sulla vulnerabilita’delle persone. Forse uno dei mesi che mi mette più allegria. Febbraio inizia con l’arrivo del tanto atteso cellulare. Dopo tre mesi credo sia il minimo. Un mese anche molto freddo siamo arrivati a toccare -1°. No comment. Amici e Grande Fratello a manetta. Il mese delle tante piogge e delle scampate nevicate ma in compenso dal cielo ci cadono mobili, scarpe e vestiti e signori non preoccupatevi perché questi SO CAZZI DI CASA MIA. Cade il gelo, ma solo una piccola voce che dice che bello i foki i foki. Meglio lasciarglielo credere. Trasportiamo il cinema a casa… accompagnati da crepes di Sheila e dai panini da Gory. Le cibarie finiscono ma il film puntualmente si blocca. 16/02/2009. Finalmente è arrivato. Benda, torta (diciamo mammina) e candeline perforanti povera Caterina. Il mio lavoro è completato e posso consegnarlo. Emozionante e reazione inaspettata. Sensazione unica e felice di averla provocata. I 21 sono arrivati e con un Oscar in casa Falconieri. A luglio sarò figlio di Madonna.Aiutateci a cercare altri figli. Vi potete autoadottare, basta darci 100 euro e noi facciamo tutto il resto. Intanto svolantiniamo alla festa del San Gregory ma serve a ben poco e come consolazione rimangiamo un crepes per tornare indietro di un anno. Riunioni carnevalesche. La sposa cadavere sarà il nostro tema. Taglia, cuci, riproduci e dipingi, ma lo sclero non manca. No? Il motto? Io non ci riesco. Speriamo che il telecomando con lo SPERMA Peugeot riesca a farvi aprire quelle teste. Il 23 si scende il pista per sfoggiare i nostri capolavori. Non vengono capiti. Chi siete? E lo sposo? No signora è un matrimonio lesbo. Ma masculu si? Naaa ca taggiu baciatu! Grande Fratello o Sanremo? This is the problem. Perchè sanremo è sanremo ma l’Odor de parfum de pied de l’ongle incarnee assuefaceva tutti facendoci addormentare sul divano ma non prima di proclamare Arisa la vincitrice. L’era delle partenze non sembra finire mai. Maledetto fischietto e maledette porte sbattute in faccia. Vedo un pezzo di me provare le mie stesse emozioni attraverso un vetro sporco e graffiato che ci separa. Nuova festa e nuovo vestito ma meno trillante e i jeans con quel vestito non andavano bene e lo sapevi. I finti negramaro cantano, il cellulare muore e la suoneria della monetina non fu mia. Il cicora’s pary chiude il carnevale ma fu una buona medicina per tachicardia, mal di pancia, mal di piedi e mal di testa. Marzo pazzarello apre le porte a sua maesta. Ridarà un ventata di novità alla desolata Nardo’? Miss Corona è ancora troppo euforica per l'incontro ma per fortuna torna alla realtà mettendosi sui libri!!! Mi sembra anche normale. Lei euforica, io pieno di lividi. Ma ogni volta che ci penserà le arriverà una bacchettata. Auguri per Lisbona.
February 03 La siringaOgni anno in questo giorno ricorre la commemorazione di un evento... risale a circa due decenni fa quando ero un povero ed innocente bambino di 4 anni. Quel giorno in particolare avevo la febbre cosicché non andai all'asilo e rimasi a casa di mia nonna. Ma la fantasia, già da allora, era spiccata e usciva frizzante da ogni poro, quindi per impegnare attivamente la mia mattinata libera pensai bene di scegliere come scena del crimine il bagno, come arma del delitto una siringa e come movente… mmm…. non lo so, ero un bambino in fin dei conti. I miei piani però non andarono come avevo previsto: la mia siringa usata per spruzzare acqua dappertutto accidentalmente finì nel lavandino ponendo fine in un attimo al mio passatempo preferito. Avevo commesso un omicidio. Un danno irreparabile… non sapevo cosa fare! Di sicuro non potevo restare lì e farmi beccare. A primo acchito uscii di nascosto per non farmi vedere da nessuno e mi nascosi nella lavanderia. Non era un nascondiglio sicuro così mi infilai in un cartone per sicurezza. Perfetto!!! Lì non poteva vedermi nessuno. Peccato che la noia poco dopo mi indusse al sonno più profondo e questo per ore e ore… a risvegliarmi urla fortissime e gente che piangeva. Da fuori sirene della polizia e ambulanza. Cosa stava accadendo? Tutta colpa di quella siringa… tutta colpa mia. Non potevo continuare a nascondermi e pensai di andare incontro al mio destino uscendo almeno dal cartone. Mia madre e mia nonna piangevano ed urlavano continuamente il mio nome insieme a tanta altra gente sconosciuta e che perlustrava ogni angolo del giardino. Anche mio padre urlava e parlava con la polizia. Sentivo che parlavano di zingari, e lo confermava il fatto che era venerdì e c’era stato il mercato. Il panico era sul volto di tutti. Questo fino all’arrivo di un ragazzo, di cui non si è mai capita l’identità, che disse a mia madre di intravedere qualcosa vicino la lavanderia e che potevo essere io. Appena mi vide mia madre mi prese in braccio e mi strinse fortissimo a lei. Arrivammo insieme nella cucina stracolma di gente che piangeva e quando mi videro iniziarono tutti a battere le mani. Mi sentivo una star!!! Per poco però fino a quando mia madre non mi portò da mio padre che era seduto sulla poltrona... Avevo una paura fottuta. Non dissi mezza parola. Chissà se qualcuno si fosse mai accorto di quella siringa.
January 26 LasciamiVentunogennaio. Sta per grandinare. E volavo lontano. Mi facevo cullare immobile. Lasciami sognare, Lasciami dimenticare, Lasciami incominciare a camminare a passi più decisi e fammi immaginare quanto ancora ho da fare. Forse crescere e invecchiare. Quanto ancora ho da amare. Tutto è un carnevale di polvere e a pensarci mi gelo. Se puoi ora parlami .Vai via in un attimo. La mia vita è in bilico. Stella incantevole Brilla perla tra le lacrime . Sei male liquido che fa un dolce livido. Ma io chiedo te .Torna che mi manchi e mi sembra impossibile. Se vuoi ora ascoltami Coi miei occhi lucidi. Io Chiedo Te
January 22 Happy Birthday
Una candela in più sulla tua torta di compleanno. Ventisei candele rosa su una torta fiorata . Un desiderio da esprimere dopo lo spavento, sperando che si possa realizzare. Regali , abbracci e auguri cantati saranno solo e soltanto per te. Sei tu la protagonista. Una candela in più sulla tua torta, ma cosa importa? Nulla . Ti auguro che quella candelina in più contribuisca a far realizzare tutti i tuoi sogni
Auguri amore December 31 2008
Giunti alla fine di questo 2008. Pieno di gioie e di dolori, di tanti amici nuovi e di nuove esperienze. Il tempo inesorabilmente scorre e la via testardamente lo rincorre, allora poi ti chiedi: qual'è l'anno migliore che ho vissuto? Così mi siedo un attimo e cerco di razionalizzare, rivivendone al meglio i momenti che lo hanno segnato. Sembra ieri quando festeggiavamo l’arrivo del 2008 a casa mia. Pochi intimi, perchè così andava bene, e poi il taglio di vene a Lido San Giovanni. A seguire notte insonne ripensando al mio passato. Finalmente un’altra festa, il carnevale, e subito ci si organizza per festeggiarlo. Personaggi Famosi. Da lontano arriva una lettera, credo la prima di un amico, ma non è l’unica sorpresa in questo periodo. Ricco di Emozioni, Sorprese inaspettate e Sorrisi… tra gioie e dolori un’amicizia ancora agli albori. Caffè sparati a manetta a Scate tutte le ore. Idem light. Passi di danza. Apologize. Shopping da non rifare insieme. Scarpe nei camerini? Prof universitari da censura. Sole. Mare. Gli stessi orizzonti stavolta apparvero diversi. Si scoprono le Isole vergini. E tanta voglia di evadere, di scappare e trovare chissà cosa. Ma non uscii mai nulla dalla bocca, se non in quella sera, dove tutto rimase in quelle quattro mura. Will I succeed in taking a decision? Stacco solo per un po’. Milano. Super pronto alla partenza e super Papillomato. Giorni indimenticabili. Finalmente tutti insieme. Lezioni universitarie, modonie e autostop. E’ vero o è una ballaaa? L’amicizia non si misura col tempo ma è nel tempo che se ne determina la sua essenza grazie alle emozioni che ci si scambiano… noi non abbiamo età. Se provi a volare. Milano terra promessa? En passant. Via alle numerose presentazioni, balli e bevute a tutte le ore che fanno impazzire anche il tom tom. Ma abbiamo l’occhio del grande fratello che ci guarda per una notte intera. Ho voglia di trovare il mio posto nel mondo e non voglio confondere la mia vita con quella degli altri. Il bmw trasformato in una multipla e Caterina sottovuoto. Safari. Animali in macchina, file, puzza di frizione, partenze in salita, foto, giostre, scanti, sorrisi, stanchezza, peluche, soldi, tanti soldi… Gratta gratta magari vinciamo e poi investiamo i nostri soldi. Apriremo un B&B. Il tre maggio aprì la stagione estiva in gelide acque. Chiudo gli occhi ed annuso… Sansiro mi aspetta? E porta dietro pure me. Conto alla rovescia e una notizia di flescia. Sanremo? A far che, non so mica cantare? Cartina alla mano e il sole fu piazzato. Teletrasporto e sansiro si illumina. Fuori Milano Dentro la Vita e la multa non me la leva nessuno. 21 Giugno 2008 si da il benvenuto all’estate ma con gente che entra, gente che esce… gente che arriva, gente che parte… giornate No, giornate Si. Mi improvviso Dott. Faust o un poeta che scrive di getto? E se mi macchio pulisco con i fazzoletti, che quando servono non ci sono mai? Ho paura tanta paura ma corro, corro a Sanremo perché “Non è importante ciò che trovi alla fine di una corsa. È importante ciò che provi mentre corri…” e mentre corro vinco una borsa di studio per New York. Non ci posso credere. "Andrò a Broadway" esplosioni cardiopatiche. Un’esperienza unica ed indescrivibile. Spumanti e murales. Un saggio indimenticabile. Feste, grigliate, spiagge disperse e turisti per un giorno. L’estate del bada bum bada bum cha cha e del 4minutes. Tettucci 500 come finestre su infiniti cieli stellati. Un luglio tra i più belli che nel suo finale regala quel sapore di loff o viennetta alle due di notte. Eret(s)ise id eizarg. Agosto riesce invece a farmi staccare la spina da tutto e tutti. 08.08.08 una data irripetibile dobbiamo scavare e metterlo dentro… operazione saltata… feste in spiaggia, sagre, tunga tunga e secchiate a casa Paglialunga. San Lorenzo e la caduta della stella più bella di Danza Più. Agosto delle parole percepite male con sguardo fulminante a seguito, agosto del mza e del Casablanca, agosto alla ricerca di omaggi, di liste con figuracce incorporate e di foto tilllate. Agosto da diciassette nel vero senso della parola… chiusura con dito perso in una rete. L’agosto del facciamo i biglietti, tu verrai a Broadway con me! Addio estate, entra settembre con i miei 6 anni e Cherubini che canta. L’equinozio d’autunno con un mega raffreddore, addio S. Caterina e addio ricerca dei parcheggi. Resoconto finale. Definita ricca. E il settembre dei due capezzoli e del noi siamo i Sector. L’estate da il suo addio sulle note di viva la vida dei Coldplay e mi verrebbe da dire “l’estate somiglia ad un gioco, è stupendo ma dura poco”. Ritorno a Milano per l’ultimo saluto e per assicurarmi che tutto vada bene prima di partire per due settimane e chi mi ritrovo? Mariabbona ti voglio bene. 9 ottobre. Una data che non dimenticherò mai. Il mio sogno diventa realtà. Volo a New York. Le due settimane più belle della mia vita anche grazie al mio migliore amico. Un ricordo un’esperienza che porterò nel cuore e nel diario di viaggio. Giusy Ferreri mi aiutò nell’intervento di novembre. Cocktail a gogò e san martino non mancò. Presente al provino per il grande fratello e Obama finalmente presidente. Notte bianca con piume volanti e un salto nel passato. Babbo Natale più ricco e pieno di significato che abbia mai visto. A dicembre il sole esiste per tutti e guardandolo dico addio ai miei ventiquattro sotto la luna di santa Caterina e soffiando 25 candeline su una torta stellare con i miei amici. Il morto è il gioco del 2008. Quante liti. Come da tradizione saluto il 2008 a casa e quest’anno… aggiungi un posto a tavola… eruzione di risata per cadute non nocive… e fuochi da bombardamento. Prima però entro a far parte di un rito e nelle onde getto la mia lettera, ma anche il mio bracciale. Ci sarò anche l’anno prossimo? Diamo il benvenuto all’officina 17 e per chi non l’avesse capito non è quella di mio padre. Ok Bruuna? E adesso? Adesso è arrivato il momento di inaugurare l'anno nuovo con la speranza che sia pieno di sorrisi. Prendo il 2009 come un libro di 365 pagine bianche, voglio scrivere solo un “grazie” sulla prima pagina, a tutte quelle persone che hanno riempito il mio duemilaotto e lo faccio ora perché… del doman non v’è certezza. Il resto voglio riempirlo con tutto ciò che c’è di bello, senza macchie o correzioni e riempiendo ogni rigo giorno per giorno… buon 2009 a tutti voi. December 29 NataleE’ arrivato ed è trascorso in men che non si dica anche questo Natale. Tutti dicono che in questo periodo bisognerebbe rilassarsi, godere in pieno di quest’atmosfera, essere più buoni… io invece in questo periodo mi stresso… preparativi, corse ai negozi per l’ultimo regalo… ma questa carta regalo sarà bella? Devo ancora scrivere il bigliettino d’auguri, il glitter non è asciugato… quando darò il regalo? E’ tutto questo il mio PRENATALe. Quest’anno nuove persone vicino a me, nuovi rituali. Per questo Natale non ho chiesto niente anche se Caro Babbo Natale non è mancato, non per me. Perché io Il regalo mio più grande l’avevo ricevuto. Le cose che amo di più di questo periodo sono le mega cene, quando ci si ritrova seduti allo stesso tavolo, dove la più piccola gaff viene ingigantita e per comunicare con la persona seduta a capotavola ci vorrebbe un citofono. I travestimenti per portare i doni ai bambini che a Babbo Natale non ci credono più, ma che sanno fingere pur di ricevere ancora regali (fate bene, non fate come mio cugino Mario che ha distrutto il mio sogno). Il ritrovo con gli amici fino a tarda sera solo per un giro a mare o per un “giro di morto”. Sono anche morte le persone dell’anno precedente? Il loro spirito? Mi auguro di no. Non chiedere nulla mi ha portato ancora più regali inaspettati e graditi. Speriamo che da questo momento in poi riuscirò vedere tutto a 19pollici e a cogliere l’attimo. Ma i miei saranno piaciuti? No, perché da alcune persone non ho sentito neanche un grazie. Tirando le somme un buon Natale. Un ringraziamento al 2008, sarà stato l’otto? Aspetto il nuovo anno e mi auguro che qualcosa cambierà. In positivo o in negativo? Chi lo sa. Il sole esiste per tutti. Spero che non guarderò mai più negli occhi la mia gelosia e tornerà un po’ d'indifferenza a farmi compagnia. Addio ai ventiquattro e tanti auguri.
December 23 SaltiamoNotte bianca. Il centro storico di Lecce si trasformò in un immenso palcoscenico. Straordinaria fu l’esibizione degli artisti del Cirque du Soleil, acclamati da una folla entusiasta. “Il sogno di volare”, tenne con il fiato sospeso migliaia di spettatori tra giochi di luce, acrobazie e delle musiche bellissime. Protagonista sontuoso ed eccezionale, Il Sedile di Lecce, allestito in maniera spettacolare con bandiere, luci e getti di fuoco. La Pioggia di piume fu la mia eccitazione, nonché il mio addobbo natalizio. Sono come un elastico un momento su e l’atro giù. Si troverà mai una stabilità. Quante cose non sopporto? Chi è che non sopporto? Cambio? Spero… Meglio cambiare né…Salto nel passato. Non il mio. Volo diretto Ancona –Dusseldorf. M&M usati come travelgum.Tom tom non aggiornati portarono il nonno a parlare latino. -4 ma niente neve uff. Quattro giorni di full immersion familiare. Positivo. Pochi giorni ma l’assenze si avvertono. Cellulari bollenti e messaggi senza forme d’affetto. Aspetto stordito con un sorriso mi dia la mia salvezza. Ritorno in elefantino. OUT
November 29 NovembreHo difeso le mie scelte io ho creduto nelle attese io ho saputo dire spesso di no con te non ci riuscivo. Ho bevuto tanti cocktail a gogò ma la serata non si rallegrò volendo condividerò un bacio per messaggio A novembre il cellulare si sostituì in un istante Arriva il pacco è così eccitante Il pomeriggio con le Rottermayer E bhè cosi è la vita non mancò. A novembre Mariangela si accende in un istante Il suo corpo non si veste più di voglie e Gianmarco di noi farà parte e la calce in un baleno sparirà novembre ho dato fiducia a Ila e Cate ma ora sto con voglia di torta che non ho e a lecce un Luca conoscerò, sarà voglia di rinascere? A novembre La casa si preparò in un istante Tu dicevi basta e io rimanevo inerme Il tuo ego è stato sempre più forte E la carne di S. Martino si incendiò A novembre Il colloquio saltò in un istante Il tuo viaggio non si veste più di speranze tu non sembri neanche più così forte come ti credevi un anno fa Novembre E Laura torna senza dire niente cercando di addolcire quel retrogusto amaro che aveva lasciato prima di partire Novembre 150.00€ scomparsero in un istante Lui parlava e io restavo impotente Il mio dolore era sempre più forte Diapatol toglierà la mia preoccupazione A novembre Il GF allerta molta gente Io divento il milleduecentodiciasette Ma ancora non si sa un bel niente E un raffreddore proprio come un anno fa. Novembre October 31 ConclusioneLunedì 27 Ottobre Atterriamo a Fiumicino. Riviviamo le stesse situazioni dell’andata ma questa volta al contrario. La mia valigia è distrutta. In aeroporto prendo il primo caffè italiano e ritorno ad usare gli euro. Finalmente posso sentirmi al telefono con tutte le persone che voglio e senza la paura di spendere un capitale. Un treno ci porta a termini ma naturalmente con biglietto ridotto. Suona tutto molto diverso e stano. Programmiamo la giornata romana. Cinecittà è la prima meta. Illusi. “Qui entra solo chi ci lavora”. Nessun volto noto, se non quello di compaesani. Lo stomaco protesta e divoriamo un panino ad un chioschetto. “Qui verranno tutte le persone famose e noi stiamo mangiando qui!”. Urge un bagno ma a Roma sembra che siano tutti in sciopero. Slogan del giorno Germini spara ….. Ulisse ci porta nel suo mondo e alcune conoscenze ci offrono raccomandazioni future. Un vip lo incontriamo, ma forse sarebbe stato meglio evitare. Ore 18:30 arriviamo alla casa del “padre”, anche io voglio quel castello. Dovrò farmi sacerdote? Raccontiamo per la prima volta tutta la nostra esperienza newyorkese a Don Francesco. Facciamo un giro per le viuzze romane e ceniamo in un locale tipico ma Mu’ corre corre corre. Il vostro amico sta bene? Un senso di colpa mi colpisce. Ore 9:30 siamo già in stazione ad aspettare i nostri treni. Poche parole escono dalla nostra bocca. Un forte abbraccio e una sola promessa… Si ritorna a casa.
Scrivere un diario di viaggio non è stato per niente facile. Ma tra mille complicazioni è uscito comunque fuori perchè era ciò che volevamo e ciò che in tutti i modi siamo riusciti a portare a termine. Sarà criticata come scelta? Non lo so, ma questa esperienza l’abbiamo vissuta Insieme. Ciò che abbiamo vissuto, ciò che ci è stato regalato e ciò che abbiamo potuto vivere in pieno resterà qualcosa che ci porteremo dentro per sempre. Una New York che non ti fa sentire straniero (lingua permettendo ovviamente), frenetica si, ma non in modo "nervoso" . Una New York dove l’acqua sa di cloro, piena di starbucks, magica, unica e coinvolgente che ha segnato un percorso già iniziato e ci ha fatto sognare come non avevamo mai fatto prima. Giorno per giorno. Tra i fumi dei tombini, i grattacieli, i topi della metro, gli yellow taxi onnipresenti, gli scenari mozzafiato, tra le gioie più grandi ed impensabili. La New York che tutti conoscono senza averci mai messo piede, raccontata nella letteratura e nel cinema americano. La New York che da oggi potremmo dire: "Guarda, li ci siamo stati, ci siamo passati anche noi!" E la stessa che in qualche modo ha avverato insieme il sogno di un ballerino approdato a Broadway e quello di un insano viaggiatore che da sempre sognava di andarci. La New York tanto temuta ma che solo Grazie alla tua presenza si è rivelata fantastica. Grazie Mù. Autumn in New York Eighteen
Domenica 26 Ottobre Sveglia alle 8:30. Consegniamo le chiavi e con 10 dollari prendiamo un taxi per l’Empire State Building. Facciamo la fila per un’ora poi finalmente sganciamo 19 bigliettoni per salire fin sopra la cima. Assurdo. Prima dobbiamo passare anche dal ceck-in e con tutta la roba che abbiamo… cos’hai in valigia? Parfume, parfume, parfume… non pochi problemi. E con le Campbell’s Soups come la mettiamo? He loves Warhol… poi finalmente un ascensore ci slitta su in paradiso al 86° piano con un panorama mozzafiato. Vediamo Manhattan per l’ultima volta e lo facciamo da una prospettiva diversa. Stando qui sopra un pensiero mi fa tremare le gambe. Facciamo poi un giro nel supermercato proprio sotto l’Empire State dove ci riforniamo con burro d’arachidi e gli ultimi souvenirs. Un taxi ci porta fino a Penn Station e da lì un treno al JFK. Ad aiutarci una ragazza che ci offre la sua disponibilità anche se un po’ insicura. Arriviamo in ogni modo al JFK dove però vogliono far pagare a Mu' 50 dollari per gli 8 pounds in più del mio bagaglio. Facciamo finta di non capire ma è costretto a svuotare la valigia. Io non ho nessun problema ... prevenire e meglio che curare . Avevo già indossato felpe, felponi e magliette, lui lo fa dopo cercando di alleggerirla il più possibile mentre diventa pian piano un fagotto. I 2 pounds in eccesso vengono infine abbonati e passiamo il check-in. Abbiamo il volo alle 17:20 e un’ora libera. Prendiamo qualcosa al Burger King dove con sorpresa mi viene regalata la spilla della bandiera americana. Qui sbagliano a dare il resto a Mu' (queste fortune a me mai) e oltre a mangiare gratis gli regalano anche qualche dollaro in più. Niente male. Sorride e ringrazia. Ci sediamo ai tavoli e lo scontrino lo inganna… legge un 17:18 e con l’ora legale che era appena cambiata inizia a gridare convinto di aver perso l’aereo, facendomi andare di traverso quello che avevo in bocca. Invece era solo il subtotale del nostro menu e… l’ora legale era cambiata solo in Italia? Passata la paura ci incamminiamo per l’imbarco. Abbiamo i posti finestrino stavolta come da noi richiesti 35 g e 35 f del volo 148. La traiettoria è diversa stavolta e ci impiegheremo 7 ore anziché 9 dell’andata ma con una piccola differenza… taglieremo dall’Oceano Atlantico con non poche turbolenze. Ma non dovevo essere io ad avere paura in aereo? Mu' riposa, io NO… Autumn in New York Seventeen
Sabato 25 Ottobre Risveglio nel nuovo ostello. Sono le 10:00. Prendiamo un pullman M1 per Central Park coi biglietti scaduti. Ci lasciano passare. Scendiamo all’altezza della 79th e ci immergiamo nel parco. A farci da cornice un’infinità di foglie rosse che cadono a terra formando un tappeto morbidissimo. Scoiattoli a tagliarci la strada ed un sole che illumina tutte le sfumature. Raccogliamo un po’ di foglie da terra, facciamo un giro e finiamo vicino ad un lago. Poi il monumento ad Alice nel paese delle meraviglie ed il Turtle Pond. Salutiamo il Central Park e finiamo gli ultimi acquisti. Qui assistiamo ad una scena da film… l’arresto di una venditrice di dvd pirata. Questione di copyrights. No money! No money! Povera… e lo sbirro che la incastra con sorriso beffardo. Visitiamo un negozio indiano dove era impossibile muoversi. Prendiamo poi le ultime magliette. Da sbarro la sopresa di Jennifer che ci regala due peluches con su la scritta I love New York costruiti appositamente per noi nella fabbrica di peluche di fronte al ristorante. Restiamo senza parole. Accanto a noi una coppia di italiani a cui diamo qualche dritta, dove andare, come fare ecc. ecc. ormai siamo ottimi esperti. Concludiamo da Macy’s con la pioggia che non vuole saperne di smettere. Prendiamo un pullman alle 22:00 fino a casa e fuori piove ancora a dirotto. L’ipod passa Dancing e Cade la Pioggia quando le gocce del parabrezza davanti a noi prendono consistenza. Ci scorrono davanti due settimane intense ed indimenticabili. Anche le lacrime scendono a dirotto. Siamo ormai arrivati alla fine. Arriviamo in ostello completamente bagnati. Infiliamo in valigia le ultime cose rimaste e festeggiamo col Piter Pan Party tra burro d’arachidi e gelatina assieme a Margarita e Karlotita, le due ragazze con noi in camera. Andiamo a letto e questa è la nostra ultima notte a New York. Autumn in New York Sixteen
Venerdì 24 Ottobre La sveglia oggi non segue l’onda dei giorni precedenti e alle 7:30 siamo già in piedi. Facciamo colazione e ci confermano che dobbiamo lasciare il Jazz entro le 11.Logicamente c'è danza quindi salutiamo prima e andiamo a Broadway con tutti i bagagli. Oggi è l’ultima lezione di danza. Credevo di avere lezione con Veldink invece il prof. di oggi sarà Turtle. Non sono molto contento ma una volta iniziato mi ricredo immediatamente. Iniziamo la coreografia ma solo i passi e ad un tratto parte Dancing di Elisa. No non ci posso credere! Con questa canzone ho iniziato a ballare, lo facevo in camera pero'. Una strana sensazione di avvolge. proprio come la scena finale di A Time for Dancing cosi oggi io finisco di ballare nella Steps. La morte sarà l'unica cosa che mi farà smettere di danza anche solo nella mia testa... Uno dei motivi per cui le cose ci mancano è perché abbiamo rimpianti... beh io non ne ho riguardo questa esperienza, ho vissuto tutto al massimo... fino alla fine. Mi manca, mi mancherà lo so, ma ho imparato molto anche dalle semplici persone che mi circondavano, dal loro coraggio, dalla loro passione... e io credo che questo mi aiuterà a non rinunciare mai ai miei sogni, mi ricorderà che non devo mai smettere di crederci, perché se ci credi... tutto è possibile. Salutiamo e ringrazio Miss Sutton. Facciamo l’ultimo giro all’Urban Outfitters dove acquistiamo due paia di pantofole vintage. La nostra ricerca per gli ostelli di Manhattan è appena iniziata, ci va bene anche una topaia ma anche lì ci rispondono che è tutto esaurito… perdiamo le speranze fino a quando ci dicono che è rimasto qualche posto nello Spot hostels, un ostello poco lontano da quello in cui eravamo prima, ad Harlem. Prendiamo un taxi e finalmente possiamo tirare un respiro di sollievo. Il nuovo ostello è migliore del precedente. Tutta un’altra storia. Prendiamo una camera da 6 dove ci sono due ragazze e due ragazzi. Lasciamo tutte le nostre cose e andiamo fuori a cena. Abbiamo già buttato via una giornata intera in cui c’era tanto da fare. Sbarro e spediamo finalmente le nostre cartoline. Alle 22:30 torniamo a casa, restiamo una mezzoretta in cucina per scrivere e poi andiamo a letto con i nuovi coinquilini. Autumn in New York FifteenGiovedì 23 Ottobre Sveglia tardi più che mai. E anche la metro ha un ritardo allucinante. Perdiamo le speranze, non sarò mai in tempo alla Steps per l’inizio della lezione. Ma King non c’è al nostro arrivo, anche lei ci mette un po’ ad arrivare e ci riscaldiamo con Alanis Morissette - Not As We. Oggi conosciamo Nina, un’amica di Cristina. Anche lei fa danza da anni e sembra davvero simpatica. Provo a chiamare tre volte, casa, Cate e Lore ma non risponde nessuno. In ostello la triste notizia che bisogna rimboccarsi le maniche e non chiedere aiuto a nessuno. Bidone. Al Jazz on Lenox non ci sono più posti e abbiamo scoperte le notti che ci restano. Panico. Nel pomeriggio vediamo il Dakota Building sulla 72th strada vicino Central Park West, dove l’8 dicembre 1980 John Lennon veniva assassinato e dove ancora oggi vive Yoko Ono. Una sensazione indescrivibile nello Strawberry Fields dove c’è il monumento in suo onore e al centro la scritta Imagine. Subito dopo cambiamo scenari ma le emozioni restano comunque grandi. Visitiamo la Juilliard. Finalmente ritrovo me stesso. Finalmente nella scuola più importante del mondo ed anche senza l’accesso alle aule le emozioni dell’essere lì dentro mi rendono la persona più felice. Una sensazione indescrivibile che chi danza può capire bene. Lì dove la danza è davvero sinonimo di vita, dove è dal quotidiano che nasce l’arte. Lei che è la migliore amica nei momenti difficili e colei che ogni volta fa galoppare la mia anima oltre ogni confine e mi fa sentire in alto. Leggero. La mia passione. La mia vita. Dentro provo un miscuglio di emozioni soprattutto se penso alla Jiuilliard dei film, di A Time For Dancing… la Juilliard dei sogni ed io la stavo vivendo. Proseguiamo col Flatiron Building e l’American Ballet dove compriamo qualche gadgets. Anche qui non ci è concesso entrare se non prenotando un appuntamento. Andiamo via e ci intrufoliamo sulla 66th Street dove solo un malato come Muji può stoppare davanti a una casa semi anonima e fotografare il portone laccato nero col sorriso stampato negli occhi. Lì ci ha abitato Andy Warhol dal ’74 all’87. Precisamente fino al 22 febbraio 1987. Cioè il giorno in cui morì, e con lui morì la Factory. Si inizia a fantasticare su chi ci abita adesso. Prendiamo un taxi ed è subito ora di cena. Da Sbarro logicamente. Jennifer ci aiuta nella nostra ricerca e riesce a trovare l’indirizzo di un ostello. A casa finiamo le valigie e partono subito i nodi alla gola. Finiamo le cartoline e andiamo a dormire. Autumn in New York Fourteen
Mercoledì 22 Ottobre Sveglia. Danza. Muji nel frattempo cerca la posta dove comprare i francobolli. Le chiamate di oggi non vanno a buon fine. Sento finalmente Angelo , Cate invece non è a casa. Pomeriggio MoMa. Un museo che definire strepitoso è certamente riduttivo. Grandioso l’edificio, bella l’esposizione di sculture del giardino, incredibile il numero e la qualità delle opere pittoriche esposte: Mu' si incanta davanti a Big campbell’s soup can, 19c di Andy Warhol ed alla sua Marilyn Monroe su sfondo dorato, alle Demoiselles d’Avignon di Picasso e alle opere di De Chirico, di Matisse, Cézanne. E poi ancora, Klimt, Kokoschka, Duchamp, Picabia, Kandinsky, Man Ray, le geometrie di Mondrian. Notiamo con stupore anche il nostro Munny di Paul Budnitz. Usciamo poi nel giardino a prendere una boccata d’aria, in mezzo alle sculture di Henri Moore e di Rodin. Facciamo infine una rapida puntata allo store di design. Sono le 5 del pomeriggio. Mangiamo un hot dog e mi sento finalmente con Cate. Cerchiamo di raggiungere l’American Ballet ma senza riuscirci. Ci fermiamo ad Union Square e facciamo un salto al Virgin Store dove un po’ di acquisti non fanno mai male. Da Sbarro finiamo di scrivere le ultime cartoline. Al ritorno a casa ci fermiamo in un supermercato e compriamo la gelatina al mirtillo per il burro d’arachidi e le fantastiche lattine Campbell’s che Muji acquista subito. Autumn in New York Thirteen
Martedì 21 Ottobre Oggi siamo davvero in ritardo. La sveglia suona ma non abbastanza. Come se non bastasse sbagliamo direzione e senza aspettare i 18 min per accedere alla metro scavalchiamo e la polizia ci ferma. Ci chiedono i documenti e fanno storie. Sembrano molto propensi a farcela pagare ma alla fine si raccomandano di non farlo mai più e ci fanno passare. Inutile dire che adesso siamo davvero in ritardo ma in tutti i modi riusciamo ad arrivare in tempo e si balla sulle note di Kate Nash - Mouthwash. Finita la lezione inizia la nostra corsa a casa. Abbiamo davvero poco tempo se non vogliamo rischiare di perdere anche oggi il traghetto. Arriviamo in tempo e ce la facciamo a prendere l’ultimo. Facciamo i biglietti, passiamo dal chek-in e salpiamo. Fuori il tempo è nuvolo e in mare c’è un vento assurdo. In testa abbiamo due coroncine verdi alias Statua della Libertà. Scattiamo parecchie foto la visuale dal mare è spettacolare. Scenario a metà tra The Perfect Storm e The Day After Tomorrow. Ci impieghiamo circa ¼ d’ora per arrivare ma lì ci dicono che non è più possibile salire in cima la Statua della Libertà… per sicurezza. Vabbè… ammiriamo comunque dal basso e il panorama mozzafiato. Alle spalle cala il sole e mentre le anatre prendono il volo la dea della Libertà ci saluta. Scendiamo per sbaglio a Brooklyn, poi risaliamo e ceniamo come consuetudine al nostro punto fisso. Oggi Jennifer ci offre due caffè e scattiamo una foto insieme. Torniamo a casa prima. Facciamo un po’ d’ordine in camera e mentre faccio la barba MU' prepara un po’ di fette con burro d’arachidi acquistato la stessa mattina al Fairway. Scriviamo un po’ di cartoline e andiamo a letto. |
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